Il 4 giugno scorso il candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, ha tenuto un discorso all’Aipac, il principale gruppo d’interesse (lobby) filo-israeliano operante negli Stati Uniti. L’"American Israel public affairs committee" si autodefinisce “la più importante organizzazione che influenza il rapporto dell’America con Israele. Un recente studio di Mearshimer e Walt ha raccontato come la politica estera americana sia fortemente influenzata – in senso contrario agli interessi Usa – da questa lobby. Ecco alcuni stralci tradotti del discorso pronunciato dal senatore dell’Illinois.
“So che quando vengo all’Aipac mi trovo tra buoni amici, amici che condividono il mio forte impegno affinché il legame tra Stati Uniti e Israele sia indistruttibile oggi, domani, per sempre”
“La nostra alleanza si basa su valori e interessi condivisi: chi minaccia Israele minaccia gli noi”
“Gerusalemme deve rimanere la capitale d’Israele e deve restare indivisa”
Il senatore dell’Illinois sostiene che non ci sia spazio per il negoziato con
Hamas, definita “organizzazione terroristica” tout court, finché non riconoscerà lo stato ebraico e rinuncerà alla violenza
“Noi non dimenticheremo i tre soldati che sono ancora nelle mani di Hezbollah e li riporteremo a casa: si tratta di una priorità per la politica americana e israeliana”
“L’Iran si è rafforzato e rappresenta la principale minaccia strategica per gli Stati Uniti e Israele in Medio Oriente”
“Il regime iraniano appoggia estremisti violenti e per noi rappresenta una minaccia nella regione e solleva la possibilità del trasferimento di knowhow nucleare nelle mani dei terroristi. Il suo presidente nega l’Olocausto e minaccia di cancellare Israele dalle carte geografiche”
“Il pericolo rappresentato dall’Iran è grave, reale, e il mio obiettivo sarà eliminare questa minaccia”
“Farò qualsiasi cosa in mio potere per evitare che l’Iran ottenga l’arma nucleare”
“La cooperazione tra Israele e Stati Uniti nel campo della difesa rappresenta un modello di successo che deve essere rafforzato” E allora promette 30 miliardi di dollari di aiuti - nei prossimi 10 anni - allo Stato ebraico
